Il mondo del calcio si trova spesso a dibattere tra due approcci opposti: quello dei “giochisti”, che valorizzano lo spettacolo e l’estetica del gioco, e quello dei “risultatisti”, che puntano tutto sull’efficacia e sul conseguimento del risultato finale. Questa dicotomia, spesso fonte di controversie tra tifosi, allenatori e commentatori, è stata rilanciata recentemente da un’idea suggestiva e provocatoria che arriva direttamente dal mondo accademico.
L’idea di Fulvio Cammarano: premiare il gioco
Fulvio Cammarano, professore di Storia Contemporanea all’Università di Bologna, ha suggerito un cambiamento radicale nel sistema di assegnazione dei punti nel calcio, introducendo un modello che favorisca e valorizzi maggiormente la qualità e lo spettacolo del gioco rispetto al semplice risultato. Secondo Cammarano, infatti, il sistema attuale premia esclusivamente il risultato finale – vittoria, pareggio o sconfitta – senza considerare quanto bello, offensivo e spettacolare sia il calcio giocato.
Le basi della proposta
La proposta di Cammarano si fonda sull’idea di integrare o addirittura sostituire il tradizionale parametro basato sul risultato finale con ulteriori criteri meritocratici legati alla forma e alla qualità del gioco espresso durante la partita. L’obiettivo è quello di ricompensare squadre che adottano un calcio offensivo, creativo e spettacolare, senza paura di prendere rischi, e penalizzare comportamenti difensivi e speculativi che spesso minano l’attrattiva dello sport.
Come potrebbe funzionare il nuovo sistema
Il modello proposto prevede di assegnare punti extra basati su diversi indicatori tecnico-tattici, ad esempio:
- Possesso palla prolungato e dominante;
- Numero di azioni offensive e tiri in porta;
- Percentuale di passaggi riusciti;
- Pressing e attività difensiva orientata a riconquistare immediatamente la palla;
- Creatività e dinamismo offensivo.
Questi parametri sarebbero combinati con i risultati tradizionali, creando una classifica che valorizzi maggiormente le squadre che giocano il calcio in modo propositivo e divertente per gli spettatori.
Perché cambiare? I limiti del sistema attuale
Da decenni, nel calcio professionistico mondiale vige un sistema di punteggio molto semplice e lineare: 3 punti per la vittoria, 1 per il pareggio e nessun punto per la sconfitta. Questo schema, se da un lato ha contribuito a rendere il campionato più competitivo, dall’altro ha generato alcune problematiche riconosciute da appassionati e insider.
Favorire l’equilibrio o la tattica rinunciataria?
Molti critici lamentano che l’ossessione per il risultato finale ha portato le squadre a preferire tattiche iper-difensive, volte più a evitare la sconfitta che a rischiare per vincere. Squadre che ricorrono a blocchi bassi, contrasti duri e contropiedi solitari spesso ottengono risultati importanti ma producono uno spettacolo poco emozionante e dinamico.
Un impatto negativo sullo spettacolo
Le partite che finiscono con pochi tiri in porta, ritmi blandi e pochi tentativi offensivi sono spesso valutate come meno interessanti, con un calo degli ascolti televisivi e della soddisfazione dei tifosi. Il calcio, vista la sua natura popolare e spettacolare, rischia di perdere parte del fascino se si continua a premiare solo il risultato.
Risultati e benefici attesi dal cambiamento
Adottare un sistema di punteggio che incoraggi il gioco aperto e spettacolare potrebbe favorire molte trasformazioni positive nel mondo del calcio.
Maggiore spettacolarità e coinvolgimento
Premiando criteri di gioco offensivo e qualità tecnica, le squadre saranno incentivate a proporre strategie più offensive e coinvolgenti, aumentando l’interesse dei tifosi, la bellezza del gioco e la spettacolarità delle competizioni.
Incentivare la crescita tecnica dei giocatori
Un sistema di punteggio più articolato potrebbe stimolare anche l’allenamento e lo sviluppo tecnico dei calciatori, focalizzando l’attenzione su abilità come il possesso palla, la precisione nei passaggi e la creatività.
Un calcio più giusto
Valorizzando il merito sportivo in senso più ampio, questo metodo di assegnazione dei punti premia chi propone un calcio propositivo, oltre a chi ottiene la vittoria. Potrebbe essere un modo per rendere i campionati più equi e meno dipendenti dal risultato a tutti i costi.
Critiche e possibili problematiche della proposta
Nonostante i molti vantaggi, l’idea di stravolgere un sistema così consolidato incontra anche resistenze e critiche.
La difficoltà di valutare il gioco
Un problema cruciale riguarda la soggettività nell’analisi del gioco. Pur essendo disponibili molte statistiche, la valutazione di criteri come la creatività o la qualità del gioco è altamente complessa e richiede parametri precisi che evitino interpretazioni arbitrarie.
Rischio di complicare troppo il sistema
Un metodo più articolato rischia di rendere la lettura della classifica meno immediata, distogliendo l’attenzione dalla semplicità e chiarezza con cui i tifosi seguono il campionato.
Le possibili manipolazioni
Con criteri multipli e statistiche complesse, le squadre potrebbero trovare modi per ‘giocare’ anche il nuovo sistema a loro favore, facendo calcoli tattici subdoli piuttosto che perseguire un evento calcistico genuino.
Resistenze culturali e tradizionali
Infine, non va sottovalutato il peso di una cultura sportiva radicata da decenni, in cui il risultato è sempre stato l’unico metro di giudizio. Cambiare questa mentalità richiederà tempo e un dialogo aperto tra tutti gli attori coinvolti, dal calcio professionistico ai tifosi.
Esperimenti e modelli alternativi nel mondo
Nel corso degli anni, alcuni campionati o competizioni minori hanno provato soluzioni alternative nel sistema di assegnazione dei punti, con risultati contrastanti.
Bonus per i gol segnati
Alcuni tornei hanno introdotto punti bonus per ogni gol realizzato, incentivando così le squadre a non badare solo al risultato ma a segnare il più possibile.
Premi per il gioco corretto o Fair Play
Altri sistemi hanno aggiunto premi per il rispetto delle regole e la sportività, contribuendo a migliorare il comportamento in campo oltre che la competitività.
L’esperienza della Premier League giovanile
Nel calcio giovanile e dilettantistico britannico sono stati sperimentati sistemi che premiano il gioco offensivo e la mentalità vincente, con valutazioni più articolate degli stili di gioco.
Un futuro ancora tutto da scrivere
Questi esperimenti dimostrano che l’idea di premiare il gioco nel calcio non è affatto utopistica, ma richiede un impegno collettivo per adattare regole, tecnologie e cultura sportiva.
L’importanza del dibattito e della sperimentazione
L’idea di Fulvio Cammarano stimola un dibattito più ampio sulla filosofia del calcio e sul modo in cui questo sport dovrebbe evolvere nel nuovo millennio, sempre più dominato da tecnologie, dati e nuove aspettative del pubblico.
Un calcio più moderno e attrattivo
Sperimentare sistemi diversi è fondamentale per mantenere il calcio vivo, dinamico e al passo con i tempi. Solo mettendo in discussione paradigmi consolidati si può ricercare una formula più giusta e coinvolgente per tutti.
Coinvolgimento di allenatori, giocatori e tifosi
La riuscita di un cambiamento così importante deve passare attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori del mondo calcistico, includendo la voce di chi gioca, di chi allena e di chi tifa, cioè la vera anima del calcio.
L’equilibrio tra bellezza e risultato, tra spettacolo e competitività, è una sfida che il calcio deve affrontare per mantenere la sua centralità e risonanza globale. Ripensare l’assegnazione dei punti è solo un tassello in questo processo, ma uno che potrebbe segnare una svolta epocale, spostando l’attenzione dalla mera ricerca del risultato a una celebrazione più profonda del gioco stesso, della sua creatività e del suo fascino intrinseco.







