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La rinascita della Ternana attraverso l’azionariato popolare: la nascita de La Ternana Siamo Noi

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In un periodo segnato da crisi sportive ed economiche, la provincia di Terni sta testando una strada diversa per sostenere il proprio club di calcio: l’azionariato popolare. La nascita di La Ternana Siamo Noi segna un crocevia importante tra passione locale e modelli di partecipazione democratica nel mondo dello sport professionistico. Mentre i tavoli istituzionali cercano soluzioni per tenere in vita realtà sportive di rilievo, il progetto di creare una base di azionisti residenti e simpatizzanti intorno alla squadra locale mette al centro non solo il risultato sul campo, ma anche la capacità della comunità di decidere e investire nel proprio futuro. In questo contesto, la notizia ha assunto contorni pratici e simbolici: una possibile trasposizione del titolo dell Orvietana a Terni, con l’obiettivo di ricominciare dalla Serie D, e la prospettiva di rilanciare una realtà calcistica che ha saputo incantare nel passato, ma che oggi richiede nuove forme di governance e partecipazione.

Contesto storico e tensioni economiche

La situazione descritta non nasce dal nulla. Da mesi, le tensioni tra la gestione della società calcistica e il sistema giudiziario hanno privato i tifosi e gli operatori economici di una prospettiva chiara sulla futura stabilità della squadra. I tentativi di salvataggio da parte del Tribunale, che avrebbero dovuto definire un percorso di risanamento e una strategia di riassetto societario, si sono conclusi senza successo, lasciando aperte domande importanti su quale direzione potesse prendere la compagine ternana. Nel frattempo, il confronto pubblico ha messo in luce due strade potenzialmente praticabili: una riqualificazione interna con una partecipazione ampia e democratica della base della tifoseria, oppure una riorganizzazione con una nuova denominazione e una ristrutturazione delle attività sportive e commerciali. È in questo spazio di incertezza che è maturata l’idea di trasferire parte o tutto il titolo dell Orvietana a Terni, con l’ipotesi di partire dalla Serie D per costruire una base solida, stabile e sostenibile nel lungo periodo. La logica è quella di mettere al centro la comunità, sfruttando la forza delle reti locali, della piccola e media imprenditoria, degli appassionati e dei residenti che hanno a cuore non solo una vittoria, ma la vitalità stessa della città e del suo tessuto sociale.

La nascita di La Ternana Siamo Noi

La nascita di La Ternana Siamo Noi rappresenta una risposta collettiva a una domanda semplice ma radicale: come conservare un asset sportivo importante quando i tradizionali meccanismi di finanziamento mostrano segni di cedimento? L’idea è quella di creare un azionariato popolare che permetta a singoli cittadini, aziende locali, associazioni e tifoserie organizzate di sottoscrivere quote e diventare parte attiva della governance della società. Questo modello non è esterno al calcio italiano: ha precedenti in alcune realtà dove i tifosi hanno assunto un ruolo decisivo nella gestione, offrendo trasparenza, responsabilità e una bussola etica per orientare le scelte strategiche. Nella pratica, l azionariato popolare si regge su tre pilastri principali: partecipazione democratica, trasparenza economica e sostenibilità sportiva. Ogni socio diventato azionista ha diritto di voto nelle assemblee, partecipa alle discussioni sui progetti futuri e riceve informazioni sui bilanci, sulle riscossioni commerciali e sui piani di sviluppo. L obiettivo dichiarato non è solo quello di salvare una squadra, ma di costruire una comunità di persone che condividono un progetto comune e che sono disposte a contribuire anche in modo non finanziario, come offrire competenze, reti, tempo e conoscenze locali.

Meccanismi di partecipazione e governance

Il modello di partecipazione è pensato per essere accessibile ma rigoroso. Sono previste quote di ingresso moderate per facilitare l accesso a famiglie, giovani e imprese di piccole dimensioni, con tetti di partecipazione che consentano una larga base di azionisti. Le modalità operative prevedono assemblee periodiche, votazioni telematiche e una piattaforma informatica trasparente dove ogni movimento finanziario, ogni contratto di sponsorizzazione, ogni spesa di gestione è tracciabile e pubblicamente consultabile. L eventuale cessione delle quote, le decisioni relative al budget annuale, gli orientamenti di marketing, la gestione delle infrastrutture e la definizione degli obiettivi sportivi verranno discussi e approvati dall assemblea degli azionisti, con la presenza di un collegio sindacale indipendente e di un comitato etico che vigila su eventuali conflitti di interesse. Un sistema di governance partecipativa non è semplicemente un atto simbolico: rende la gestione responsabile e incide sulla fiducia degli investitori, dei giocatori, dei fornitori e dei partner commerciali. L obiettivo è creare un capitale sociale capace di resistere a periodi di crisi, di favorire la ricapitalizzazione in tempi opportuni e di garantire un livello di qualità sportiva adeguato alle ambizioni della comunità.

Obiettivi a lungo termine e bilancio sociale

Gli obiettivi non si limitano al risultato sportivo. Si parla di una crescita ordinata che passi per la valorizzazione del vivaio, la costruzione di un quartiere sportivo dedicato ai giovani, la creazione di una scuola calcio diffusa e l implementazione di programmi di formazione per dirigenti, volontari e addetti stampa. Il modello di bilancio non è solo un documento contabile: è una mappa del valore generato dalla comunità. Oltre ai ricavi da diritti televisivi, biglietteria, merchandising e sponsor, si prevedono flussi di reddito provenienti da attività sociali, eventi comunitari, campagne di crowdfunding e collaborazioni con enti locali e registi di turismo sportivo. Una parte delle risorse è vincolata a progetti di sviluppo giovanile e infrastrutturale, in modo che i benefici non vadano solo al presente ma si traducano in una base solida per le generazioni future. La trasparenza, dunque, diventa non solo uno strumento di fiducia, ma una condizione necessaria per attrarre investimenti istituzionali, banche, fondazioni e sponsor interessati a sostenere iniziative sportive con valore sociale.

Effetti sociali ed economici sulla comunità)

La vita di una città come Terni è intrecciata con la squadra locale. Quando la comunità è chiamata a partecipare attivamente, l effetto collaterale è una rinascita della socialità, della fiducia reciproca e della cooperazione tra pubblico e privato. L azionariato popolare, oltre a fornire un veicolo di sostegno economico, diventa la cornice entro la quale si riassetta una rete di relazioni: artigiani, commercianti, professionisti, scuole e associazioni si riconoscono in un progetto comune. Questo meccanismo crea nuove opportunità di occupazione e di formazione: concorsi di idee per design di merchandising, workshop su gestione aziendale, sessioni di formazione per arbitri e preparatori atletici, attività di volontariato che diventano parte integrante dell identità della società. L impegno civico si traduce anche in una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Le iniziative di promozione territoriale, l ospitalità di eventi sportivi e culturali, la valorizzazione del patrimonio storico locale, assumono una dimensione collettiva che va ben oltre i giorni di partita. Allo stesso tempo, emerge una serie di sfide legali, di governance e di gestione operativa che richiedono strutture consistentemente professionali, un controllo dei costi disciplinato e una comunicazione continua con i sostenitori, per evitare che passioni, aspettative e promesse si scontrino con la realtà economica delle operazioni sportive moderne.

Impatto economico e modelli di finanziamento sostenibili

Dal punto di vista economico, l azionariato popolare cambia la logica del rischio: non è più affidato a un singolo olio di mercato o a un singolo investitore, ma si distribuisce tra una rete di partecipanti che accettano di accettare un rischio condiviso e di beneficiare della crescita solo se la sostenibilità è assicurata. Questo implica una gestione accurata delle spese correnti, una programmazione pluriennale e una diversificazione delle fonti di reddito. Il modello finanziario pone al centro la capienza della comunità di sostenere i progetti, dalla riqualificazione dello stadio all investimento in infrastrutture per la formazione dei giovani calciatori. Le voci di spesa più sensibili, come i contratti dei giocatori e i costi di gestione, richiedono una governance che garantisca equilibrio tra ambizione sportiva e responsabilità economica. Le nuove fonti di reddito, come eventi di micro-sponsorizzazione, partnership con aziende locali e campagne di crowdfunding mirate, sono studiate per creare flussi di cassa stabili e prevedibili. In parallelo, si prevengono distorsioni tipiche di modelli molto dipendenti da un singolo mecenate: la governance democratizzata riduce la vulnerabilità agli umori del mercato e all instabilità di obiettivi personali.

Prospettive future e scenari per la comunità

Guardando avanti, le prospettive ruotano attorno a due grandi filoni: la capacità di ricostruire una squadra competitiva in un contesto di Serie D e la possibilità di riportare l eccellenza sportiva sul territorio con una sostenibilità che non si limiti al presente. Sul piano sportivo, la sfida è quella di creare una filiera virtuosa che possa valorizzare i talenti locali, offrire un percorso di formazione per allenatori, preparatori e staff tecnico e, al contempo, garantire che i costi siano contenuti e controllabili. È pensabile che, grazie all azionariato popolare, la squadra possa avere una gestione meno vulnerabile a cicli di crisi finanziaria tipici delle fasi di transizione e che possa costruire un rapporto di fiducia con la comunità che, a sua volta, si impegni a supportare la società anche in tempi difficili. Tuttavia, ci sono anche rischi concreti: la necessità di mantenere una governance trasparente in un contesto mediatico molto esigente, la complessità di coordinare le attività tra enti pubblici, sponsor e tifosi, e la gestione di aspettative molto elevate da parte della comunità, soprattutto se i tempi per la risalita sportiva dovessero allungarsi. La strada è chiara solo in linea di principio: serve una gestione professionale, una rete di sostegno locale ampia e un patrimonio sociale che renda la squadra un bene comune, non un semplice veicolo di opportunità personali. Se questi elementi coesistono, la Ternana che nasce dall azione degli abitanti della città può diventare un modello di riferimento non solo per la regione ma per l intero panorama calcistico nazionale, offrendo una scheda concreta di come lo sport possa arricchire una comunità, rafforzando legami sociali, stimolando l economia locale e stimolando una cultura della partecipazione e della responsabilità condivisa.

In conclusione, o meglio, nel cuore di questa trasformazione, si profila una domanda di fondo: quanto è grande la fiducia che la comunità è pronta a investire in un progetto che richiede tempo, pazienza e una visione collettiva? La risposta non è immediata, ma il primo segnale è già tangibile: una città che decide di mettere al centro la partecipazione, la trasparenza e l etica sportiva sta, di fatto, costruendo un capitale sociale che può resistere alle crisi e che, se nutrito con cura, può restituire più di una vittoria sul campo, offrendo ai cittadini una nuova forma di appartenenza e una speranza concreta per il futuro.

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