Declan Rice è entrato nel periodo in cui la resistenza diventa una disciplina al di sopra delle nostre aspettative. Dopo sei stagioni di azione continua tra club e nazionale, il centrocampista inglese sembra sfiorare i limiti fisiologici comuni a chi ha spinto al massimo, stagione dopo stagione, senza sostenere pause adeguate. È difficile non pensare a una sorta di punto di non ritorno, a una linea che separa la lucidità tattica dall’esaurimento muscolare. Nel dibattito calcistico contemporaneo, la sua figura incarna una domanda semplice quanto complessa: fino a che punto un atleta può sostenere un simile carico senza perdere l’élan che lo ha contraddistinto fin dall’esordio?
Il contesto di Declan Rice: una carriera ad alta velocità
Rice è stato descritto da chi lo conosce bene come una macchina inafferrabile, capace di resistere a ritmi densissimi:







