In tempi in cui il calcio giovanile si racconta sempre più spesso attraverso numeri, classificate e talenti commessi al destino, c’è un reparto che continua a sorprendere per coerenza, metodo e identità: l’Under 16 della Juventus. Vincere lo scudetto tra le altezze delle giovanili non è solo una tappa di calendario, ma un passaporto per la crescita di giocatori che potrebbero definire il futuro del club. L’annata appena conclusa ha mostrato una squadra compatta, capace di coniugare talento individuale e meccanismi collettivi, incastonati in una filosofia di lavoro che parte dal settore giovanile e arriva fino al primo team. In questa analisi, ripercorriamo la stagione, i protagonisti da tenere d’occhio e il metodo di Gridel, l’allenatore che ha guidato questa fucina di talenti verso un traguardo prestigioso e, forse, irripetibile nel breve periodo.
‘,








[…] È un tema ricorrente nel calcio moderno: come bilanciare la necessità di una crescita rapida di talenti giovani con l’esigenza di un’eredità di squadra stabile e competitiva. La Juve sembra […]