Il mercato di gennaio si è presentato con un gelo che non ha toccato solo i listini di bilancio, ma ha raffreddato anche i rapporti tra i protagonisti della governance tecnica e sportiva di un club di grande richiamo. Comotti e Spalletti (si tratta di un condizionale, poiché in contesti simili i nomi e le posizioni possono cambiare a seconda delle interpretazioni) si fronteggiano su temi che vanno ben oltre le singole scadenze: filosofia di cantera, investimenti sul mercato, modulazione del budget, e la gestione della pressione mediatica che accompagna ogni decisione. Un ultimatum non formalizzato, ma percepito, arriva dall’alto: una chiamata a trovare una sintesi tra due modi opposti di vedere il presente e il futuro. John Elkann, figura chiave di una governance che ha influenza su disciplinari e strategia, ha acceso un faro sulle divergenze e ha chiesto risultati concreti, mettendo in chiaro che la continuità dipende dalla capacità di appianare le linee di pensiero divergenti. Ma cosa significa, sul campo, questo







