Il calendario non perdona: Declan Rice, pilastro del centrocampo sia in Premier League sia nelle competizioni europee, è diventato per molti osservatori l’esempio vivente di come un atleta possa spingere oltre i limiti senza perdere la bussola tattica. Dall’inizio della stagione 2020-21 sono trascorsi anni interminabili di partite ravvicinate, di turni di campionato condensati e di impegni continentali che hanno messo a dura prova resistenze fisiche e mentali. Secondo le cifre di coloro che osservano i carichi di lavoro, la quota di partite affrontate dal giocatore ha superato soglie che in passato sembravano proibitive per qualunque centrocampista di livello internazionale. Eppure Rice è rimasto in campo, frequente presenza nelle formazioni titolari di West Ham, poi pilastro di Arsenal in Premier League e in Champions League, capace di mantenere un livello alto anche quando l’asticella si alzava partita dopo partita. Questo è un tema che riguarda non solo l’atleta singolo, ma l’intero assetto di una squadra che vive di mezzali instancabili, di transizioni rapide e di intensità continua.
Un carico da record: la vita di un centrocampista instancabile
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