In una decisione che ha acceso i dibattiti tra tifoserie, amministratori locali e appassionati di calcio, il sindaco di Altamura ha negato al Bari la possibilità di disputare le gare casalinghe di Serie C nello stadio Tonino D’Angelo. La notizia ha creato un cortocircuito tra chi vede nello sport una leva di sviluppo cittadino e chi ritiene che la gestione degli impianti pubblici debba rispecchiare una serie di requisiti di sicurezza, funzionalità e sostenibilità economica. Questo articolo esplora le ragioni possibili di una scelta che, apparentemente tecnica, diventa rapidamente politica e sociale, rivelando come l’uso degli impianti sportivi pubblici possa diventare un crocevia tra identità territoriale, logistica e responsabilità istituzionale.
Home Serie C Bari, tra esigenza sportiva e logica amministrativa: perché Altamura ha negato l’uso...







