La Ternana guarda al futuro con una mistura di cautela e ambizione, in un periodo in cui la gestione societaria sta attraversando una fase di profonda ridefinizione. L’indiscrezione che più rimbalza tra i corridoi del calcio italiano è la possibilità concreta che Mammarella assuma il ruolo di direttore sportivo (ds) nella nuova era Bandecchi. Una prospettiva che, se confermata, potrebbe incidere in modo strutturale sulla programmazione sportiva, sui rapporti con l’allenatore, sullo scouting e sull’innesto di talenti giovani, nonché sulla gestione delle risorse tecniche e finanziarie. In questa analisi, cercheremo di inquadrare cosa significhi davvero una simile scelta, quali siano i rischi e le opportunità, e come la città di Terni e la tifoseria potrebbero interpretare questa svolta.
Un club tra passato e futuro
La Ternana, come molte realtà di medio livello del calcio italiano, ha nel corso degli anni affrontato una serie di cicli di crescita e di difficoltà, spesso accompagnati da cambi di assetto societario, dal deformarsi o dall’esaltarsi di progetti a breve termine e dall’urgenza di reperire risorse per rimanere competitive in Serie B o, talvolta, nel limbo delle categorie inferiori. In questo contesto, l’ingresso di una nuova era guidata da Bandecchi promette una strategia di medio-lungo periodo, orientata a una stabilità gestionale e a una cultura sportiva più definita. L’effetto previsibile è duplice: da un lato una maggiore chiarezza delle linee programmatiche, dall’altro la necessità di un coordinamento impeccabile tra mercato, infrastrutture e sviluppo del vivaio. Per capire cosa potrebbe cambiare, è utile analizzare quale funzione ricoprirà il ds e come la figura di Mammarella potrebbe inserirsi in un rinnovato modello di calcio moderno.
La figura di Mammarella: tra identità sportiva e gestione
Seomediano scenari riportano Mammarella come possibile ds, la prima domanda riguarda la sua identità professionale e la sua visione del calcio. Mammarella, noto per una cultura tattica concreta, potrebbe portare al club una mentalità orientata all’efficienza, all’analisi dei dati, al lavoro sul territorio e a una selezione di profili con potenziale da valorizzare. Ma il ruolo di ds non è solo una questione di gusti calcistici: implica capacità di relazionarsi con l’allenatore, di costruire una rete di osservatori, di gestire contratti, valutare costi e benefici degli investimenti e, non meno importante, di creare sinergie con la società, le istituzioni locali e le categorie giovanili. In questo senso Mammarella potrebbe non essere un semplice







