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Sanremese: un nuovo corso sotto Christian Karembeu

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La Sanremese ha annunciato ufficialmente il completamento della nuova struttura organizzativa del club sotto la presidenza di Christian Karembeu, aprendo una pagina decisamente ambiziosa per una realtà calcistica di provincia capace di sognare traguardi sempre più ambiziosi. L’annuncio, accompagnato da una nota di stampa del club, descrive una trasformazione che va oltre il semplice rinnovamento di pedine tecniche: si tratta di una ridefinizione organica che coinvolge governance, sport business, scouting, gestione delle risorse umane e, non meno importante, un nuovo linguaggio comunicativo rivolto ai tifosi e al tessuto sociale cittadino. In una realtà come quella ligure, dove le dinamiche economiche e sportive si intrecciano in modo particolarmente serrato, l’adesione di una figura di spicco come Karembeu rappresenta una dichiarazione pubblica di fiducia nel valore del progetto, ma anche una scommessa su capacità di gestione, visione internazionale e costruzione di una squadra capace di lavorare sul lungo periodo.

Il comunicato ufficiale ha anche chiarito la perdita di due figure storiche della recente governance: Masu e Banchini hanno salutato l’organizzazione. Le loro dimissioni non sono state presentate come una fuga in avanti, bensì come una tappa di passaggio che permette al nuovo presidente di impostare un metodo di lavoro diverso, più orientato all’efficienza operativa, alla trasparenza contabile e a una gestione delle risorse più razionale. È chiaro che la Sanremese non è intenzionata a vivere di annunci facili: la casa biancazzurra vuole dimostrare ai tifosi e agli stakeholder che la trasformazione non è solo simbolo, ma pratica concreta. Da questo punto di vista, la rete di contatti internazionali di Karembeu potrà fungere da catalizzatore per partner, sponsor e opportunità di scambio con altre realtà europee, con la consapevolezza che ogni alleanza debba essere funzionale agli obiettivi sportivi e sociali del club.

Un nuovo corso per la Sanremese

Il primo elemento emerso dall’aggiornamento dell’organizzazione è la definizione di una governance più snella, ma anche più votata al confronto tra uffici e reparti. Si parla di una direzione sportiva con poteri decisionali chiari, affiancata da una struttura di controllo che includa ufficio legale, gestione delle sponsorizzazioni, e una funzione di media e comunicazione orientata a costruire una narrativa coerente intorno al progetto di lungo periodo. Il concetto chiave è la chiarezza dei ruoli: chi dirige l’area tecnica, chi coordina i rapporti con i settori giovanili, quali sono le responsabilità del marketing e come si sostengono i programmi di formazione. In questa cornice, la Sanremese cerca di evitare il terreno minato degli equivoci, offrendo una tracciabilità completa di decisioni, investimenti e obiettivi. Questo è particolarmente importante in una realtà di Serie D o Eccellenza, dove la trasparenza può tradursi in fiducia da parte di sponsor regionali, piccoli imprenditori locali e appassionati che possono diventare una prima linea di sostegno.

Nella stessa pagina, il club ha indicato una chiara linea di sviluppo centricamente orientata al settore giovanile e alla valorizzazione dei talenti locali. La nuova struttura si propone di creare una rete di contatti con scuole, academy, e centri sportivi del ponente ligure, con l’obiettivo di offrire opportunità concrete a giovani calciatori che magari non hanno la possibilità di emergere in contesti più grandi. L’impegno non riguarda solo il primo team, ma un tessuto di opportunità per i ragazzi che vivono a Sanremo e nei paesi limitrofi, affinchè possano avere un percorso sportivo misurato, con coach qualificati, programmi di addestramento standardizzati e un monitoraggio continuo del progresso. Questa scelta si lega all’idea di costruire una reputazione di affidabilità, competenza e legame con la comunità locale, elementi che possono tradursi in una base di tifosi più solida e in un ambiente più accogliente per eventuali investitori.

La nuova architettura organizzativa, però, non è solo una questione di ruoli; è anche una filosofia operativa, che mira a integrare sport ad alto contenuto tecnico con una gestione responsabile delle risorse. In particolare, si insiste sull’importanza di una pianificazione finanziaria a medio termine, che tenga conto delle spese legate al miglioramento degli impianti, all’aggiornamento del parco giocatori, e alle attività di marketing necessarie per differenziare il club in un territorio competitivo. L’obiettivo non è quello di inseguire scorciatoie di breve respiro, ma di costruire una solidità che possa resistere alle oscillazioni tipiche dei campionati dilettantistici, ai quali spesso si aggiungono mutamenti di stagione, cambi di direzione tecnica e l’emergere di nuove realtà concorrenti. In una parola, la Sanremese sogna di diventare un modello di governance che può ispirare altre realtà simili, sia in Liguria sia in altre regioni, offrendo una casistica concreta di come una squadra di provincia possa trasformare una forte passione in una strategia di sviluppo sostenibile.

Chi è Christian Karembeu e cosa porta al club

Christian Karembeu, campione olimpico, protagonista di tre Mondiali e vertice di una carriera che ha toccato alcune delle luci più brillanti del calcio internazionale, arriva alla guida della Sanremese con un bagaglio di esperienze che attraversa club, federazioni e ambizioni sociali di grande respiro. La sua figura non è semplicemente quella di un testimonial: è un simbolo di professionalità, di gestione moderna e di apertura ai mercati internazionali. La sua presenza nel contesto di Sanremo nasce da una logica precisa: portare una mentalità orientata al risultato, ma anche una cultura organizzativa che valorizzi la formazione, la programmazione e la responsabilità. In termini pratici, Karembeu non arriva per fare da guida simbolica, ma per presidiare una strategia di crescita che coinvolga investimenti, formazione, e una governance capace di rendere il club appetibile per sponsor interessati a investire in un progetto strutturato e di lungo periodo.

La sua rete di contatti a livello internazionale è una risorsa che può aprire strade nuove per la Sanremese: scambi di giovani atleti con accademie estere, opportunità di stage per tecnici e osservatori, e la possibilità di introdurre pratiche d’allenamento all’avanguardia, basate su metodi moderni di scouting, sviluppo fisico e gestione mentale dei giocatori. È una visione che intende innestare nel tessuto locale una sinergia tra tradizione e innovazione, tra identità territoriale e dinamismo globale. In questa prospettiva, Karembeu diventa molto di più di un presidente: è un facilitatore di opportunità, capace di trasformare le potenzialità della Sanremese in azioni concrete sul campo e nel quartiere, dove calcio e cultura sportiva possono convivere con eventi pubblici, iniziative sociali e progetti educativi.

Allo stesso tempo, la figura di un leader di profilo internazionale impone una disciplina fresca: regole chiare, obiettivi misurabili, tempistiche realistiche e una comunicazione coerente con i tifosi. Il ventaglio di scenari che può aprirsi per la Sanremese è ampio. Si va dalla possibilità di partnership tecnologiche per l’analisi delle prestazioni ai programmi congiunti con enti di promozione turistica della costa ligure, passando per alleanze con aziende locali desiderose di associare la propria immagine a una realtà sportiva che ambisce non solo a vincere, ma a crescere in modo sostenibile e rispettoso delle radici della comunità. In sostanza, Karembeu porta al club non soltanto notorietà, ma anche una metodologia di lavoro orientata al risultato, alla trasparenza e all’impegno costante verso la costruzione di un futuro credibile.

La gestione operativa e la squadra dirigenziale

La riorganizzazione prevede una separazione netta tra le funzioni di alto livello e le operazioni quotidiane, con una cabina di regia che comprende un direttore generale, un responsabile sportivo, un responsabile delle relazioni con le istituzioni e un responsabile della comunicazione. In questo modo, le decisioni strategiche non si perdono in una commistione di compiti e i dettagli di esecuzione hanno un referente chiaro. Parallelamente, è stata creata una linea diretta di feedback tra prima squadra e settore giovanile, per facilitare la mobilità dei talenti dal vivaio al livello senior e, viceversa, per garantire che le esigenze tecniche siano contestualizzate in un quadro di sviluppo complessivo. L’obiettivo è costruire una cultura della responsabilità collettiva, dove ogni reparto comprende non solo i propri obiettivi, ma anche come essi si inseriscono nel disegno generale della società sportiva.

Resta aperta la questione della sorte di Masu e Banchini, figure che hanno accompagnato la fase precedente della gestione. La loro uscita non è stata descritta come una resa dei conti, ma come un passaggio necessario per consentire al nuovo corso di consolidarsi. In molti ambienti del cinico panorama dilettantistico italiano, la gestione di un club di provincia è una danza tra costi, risultati e relazioni politiche, e in questo contesto la decisione di introdurre nuove figure e specificare nuove responsabilità appare come una mossa logica per ridurre i conflitti interni, accelerare i processi decisionali e creare una cultura organizzativa più forte, in grado di resistere alle pressioni tipiche della stagione sportiva e delle dinamiche di mercato.

Il nuovo organigramma

La descrizione dell’organigramma è ancora per lo più formale, ma contiene elementi molto concreti: una funzione di scouting capace di operare sia sul territorio sia con contatti esterni, un reparto medico e tecnico in grado di garantire la qualità degli allenamenti, un team di comunicazione che lavori in tempo reale con social e media, e una gestione finanziaria in grado di tracciare i costi e le entrate in modo trasparente. L’idea è di costruire una squadra allineata sui medesimi obiettivi e in grado di misurare i progressi in modo chiaro: riduzione dei costi superflui, incremento delle sponsorizzazioni locali e nazionali, miglioramento dell’efficacia del settore giovanile e, non da ultimo, una maggiore stabilità nelle scelte tecniche. In questa cornice, la Sanremese potrebbe diventare un caso interessante da studiare per altre realtà che si trovano a dover conciliare ambizioni sportive con limiti logistici e finanziari tipici dei contesti provinciali.

Strategie sportive ed investimenti

La strategia sportiva non si limita al primo squadra. Si privilegia un modello di sviluppo che integra l’allenamento sportivo con una programmazione di lungo periodo del vivaio, investendo su figure di riferimento per i contratti formativi e su percorsi di crescita chiari per i talenti locali. Il concetto è quello di creare una pipeline che permetta di passare dal settore giovanile al primo team con una gestione dei tempi, delle responsabilità e delle risorse molto chiara. La sanremasca missione è quella di far sì che la crescita di una promessa non dipenda da una singola chiamata di un agente o da una singola prestazione, ma sia il risultato di un sistema che lavora in modo coordinato per osservare, valutare e accompagnare il talento. In questa logica, si lavora con allenatori specializzati, con piani di sviluppo personalizzati e con una valutazione regolare delle potenzialità, per evitare che il percorso di un giocatore si fermi a un’occasione opaca o a una scelta non allineata con gli obiettivi di lungo periodo.

Dal punto di vista dell’allenamento, la Sanremese intende investire in infrastrutture leggere ma efficaci: impianti di allenamento dotati di strumenti di analisi video, aree di rigenerazione, alloggi per gli atleti in età giovanile che arrivano da fuori città, e una rete di contatti con squadre di livello superiore per i prestiti e i programmi di scambio. L’obiettivo è semplice: far crescere il talento attraverso percorsi strutturati, offrendo al contempo una squadra competitiva in campionato. Questo passaggio sarà sostenuto da una politica di scouting mirata che cerca talenti non solo nelle grandi città, ma anche in comuni limitrofi dove possono emergere realtà emergenti dotate di potenziale. In parallelo, il club lavorerà per aumentare la qualità tecnica della base, attrarre allenatori qualificati e garantire che ogni fase della crescita sportiva sia accompagnata da una formazione adeguata su aspetti come la nutrizione, la psicologia sportiva e la gestione mentale della pressione, elementi essenziali per un atleta che deve confrontarsi con un contesto competitivo ma anche con le responsabilità sociali che accompagnano la vita di una comunità sportiva.

La sostenibilità finanziaria rimane un cardine delle scelte future. Investimenti mirati, come l’aggiornamento delle infrastrutture, l’ammodernamento degli strumenti di analisi delle prestazioni e una gestione efficiente delle campagne di vendita di biglietti, merch e partnership, sono visti come leve per garantire stabilità economica. In questa cornice, la Sanremese mira a costruire una narrativa di responsabilità e avanzamento costante, attirando sponsor che vedano nel club un partner affidabile con una proposta di valore chiara, non solo in termini di visibilità, ma anche di impatto sociale e culturale sul territorio. Le opportunità di collaborazione con aziende locali e nazionali, così come con istituzioni sportive, saranno valutate in modo sempre più accurato, con pacchetti di partnership personalizzati in grado di offrire benefici concreti alle aziende coinvolte e al tessuto della comunità.

Il progetto giovanile e il settore giovanile

Il fiore all’occhiello della nuova era è senza dubbio il settore giovanile, inteso non solo come serbatoio di talenti per la prima squadra, ma come una comunità educativa che insegni i valori del fair play, della disciplina e della responsabilità sociale. Il progetto giovanile è pensato per offrire ai ragazzi e alle ragazze un percorso completo: dalla formazione di base alle competizioni ufficiali, fino all’ingresso nel mondo del lavoro legato allo sport o ad altre sfere professionali. Accanto al programma sportivo, verranno studiati corsi di educazione alimentare, gestione del tempo e formazione linguistica, con l’obiettivo di offrire ai giovani una serie di competenze utili anche al di là del campo. Questa impostazione mira a creare un legame profondo tra la squadra, la città e la scuola, trasformando la pratica del calcio in un’occasione di crescita personale e collettiva. In un contesto in cui la partecipazione sportiva è spesso uno strumento per l’integrazione sociale, il progetto giovanile della Sanremese viene inteso come una risposta concreta alle esigenze del territorio, dove il calcio può diventare un punto di riferimento per i giovani e un motore di iniziative comunitarie.

La collaborazione con scuole e centri sportivi diventa uno strumento di diffusione della cultura sportiva sul territorio, ma è anche una leva per creare una rete di contatti utile a far emergere nuovi talenti. Il nuovo modello punta a monitorare costantemente il progresso degli atleti, con percorsi di sviluppo che siano personalizzati ma allineati agli standard della casa madre, consentendo ai giovani di crescere all’interno di un sistema che li sostiene in ogni fase, dal primo tesseramento al salto verso categorie superiori. Questa scelta, che privilegia la formazione continua, è parte integrante della filosofia di Karembeu: investire nelle basi per costruire una squadra di alto livello capace di competere con realtà ben più grandi, ma su basi solide, non improvvisate.

Impatto sul territorio e sul pubblico

La Sanremese non si limita a rinnovare la propria struttura interna; mira a trasformarsi in un catalizzatore di energie locali. La gestione rinnovata punta a rafforzare i legami con la comunità attraverso eventi aperti al pubblico, giornate dedicate alle famiglie, iniziative di volontariato e programmi di coinvolgimento delle scuole. Una città come Sanremo, con una forte identità turistica e culturale, offre al club nuove opportunità di visibilità: partnership con operatori turistici, partecipazione a eventi di promozione locale, e la possibilità di utilizzare il look and feel della manifestazione sportiva per valorizzare il territorio. L’obiettivo è creare un pubblico non solo numericamente più ampio, ma anche più coinvolto e consapevole, in grado di riconoscere nel club un punto di riferimento per la comunità e per le famiglie che vivono la città tutto l’anno, non solo durante la stagione delle partite.

La comunicazione diventa quindi un asse prioritario: si lavora per raccontare la storia del club in modo trasparente, spiegando le ragioni delle scelte, i traguardi e le difficoltà, e creando canali di contatto diretti con i tifosi. Con una presenza social più strutturata, una newsletter periodica e un calendario di eventi pubblici, la Sanremese intende offrire al proprio pubblico una partecipazione attiva, in linea con le migliori pratiche delle grandi società. In questo modo, la comunità non diventa soltanto spettatrice, ma componente integrante del progetto, contribuendo a dare vita a una cultura sportiva che riconosce l’importanza di un club locale capace di guardare al futuro senza perdere di vista le proprie radici.

Aspetti economici e finanziari

La sostenibilità economica resta un tema cruciale in una realtà che ambisce a crescere senza emulare modelli sovradimensionati. Il nuovo corso prevede una gestione più attenta delle spese per l’ingaggio, la formazione, la manutenzione degli impianti e le attività di marketing, accompagnata da un aumento delle entrate derivanti da sponsorizzazioni, diritti di sviluppo commerciale e merchandising. L’orizzonte è quello di una gestione finanziaria che sia in grado di fornire una stabilità sufficiente a supportare progetti sportivi di medio-lungo periodo, senza dover ricorrere a finanziamenti esterni di breve periodo o a operazioni di mercato potenzialmente rischiose. In particolare, si sta studiando un pacchetto di partnership con aziende locali che possa offrire al club una base di sostegno costante, includendo programmi di fidelizzazione, opportunità di co-branding e iniziative di responsabilità sociale d’impresa che possono generare valore condiviso. Il tutto avviene nel rispetto delle norme vigenti in materia di bilancio, trasparenza e governance, elementi considerati indispensabili per garantire credibilità agli occhi di tifosi, partner e autorità sportive.

Al tempo stesso, la gestione delle risorse umane, compreso il reclutamento di figure tecniche qualificate e di supporto, è stata inserita in una logica di pianificazione: contratti, premi competitivi, percorsi di crescita e formazione continua sono stati integrati in un pacchetto che premia la prestazione senza perdere di vista la sostenibilità. Il club intende sfruttare al massimo la capacità di attrazione della figura di Karembeu, ma senza perdere di vista il contesto locale: una realtà di provincia che ha bisogno di stimoli concreti, di infrastrutture migliorate e di una cultura sportiva radicata, capace di fornire una base di supporto solida ai piani di sviluppo a lungo termine. L’approccio è pragmatico: un mix di investimenti mirati, gestione dei costi e una crescente sinergia con il tessuto imprenditoriale locale, che possa trasformarsi in un ecosistema favorevole alla crescita del club, sia in termini sportivi che economici, con benefici tangibili per la comunità intera.

La dimensione internazionale

Un altro asse centrale della strategia riguarda la dimensione internazionale. Grazie al profilo di Karembeu, la Sanremese può guardare oltre i confini locali e nazionali, aprendo scenari di cooperazione con club esteri, federazioni e accademie giovanili. Queste connessioni possono facilitare programmi di scambio, stage formativi e opportunità di collaborazione che consentano ai talenti locali di confrontarsi con un livello di competitività superiore, pur rimanendo ancorati al contesto territoriale. La presenza di una figura di risonanza mondiale può facilitare anche l’accesso a sponsor che cercano un’immagine associata a una visione ampia, dinamica e inclusiva del calcio, capace di coniugare sport, educazione e responsabilità sociale. Naturalmente, tutto questo richiede una gestione integrata tra sport e marketing, una capacità di negoziazione raffinata e una chiara definizione degli standard etici e professionali che guidano i partenariati internazionali, per evitare compromessi che possano minare la reputazione del club. In questa prospettiva, la Sanremese si propone come una piattaforma per talenti emergenti e come un ponte tra la tradizione di provincia e le opportunità di una scena calcistica globalizzata, offrendo una proposta di valore che risuoni sia tra i giovani atleti sia tra gli sponsor interessati a investire in una narrazione lunga e ricca di contenuti.

Sfide e opportunità del calcio ligure

Le sfide che attendono la Sanremese non sono poche. L’ecosistema ligure presenta una concorrenza intensa tra club con storie diverse e con budget differenti, oltre a contare su una base di tifosi molto legata al territorio ma anche esposta a una forte pressione competitiva. In questa cornice, crescere significa trovare un equilibrio fra ambizioni sportive, amore per il territorio e responsabilità economica. Il primo passo è costruire una squadra capace di competere con squadre che vantano strutture più solide, ma l’inatteso vantaggio di una gestione rinnovata consiste proprio nella possibilità di creare una cultura di miglioramento continuo, con una pianificazione che non si riduca a una singola stagione ma che abbracci più cicli sportivi. Le opportunità stanno nel saper sfruttare la bellezza del territorio per creare esperienze che coinvolgano il pubblico, trasformando la partita di calcio in un evento cittadino condiviso da residenti e visitatori, con ricadute positive su turismo, commercio e immagine della città. Le speranze si fondano sull’idea che una squadra di provincia possa diventare un punto di riferimento non solo per la scena agonistica, ma anche per la qualità della vita, mostrando come sport e comunità possano coesistere e crescere insieme.

Nell’insieme, la gestione della Sanremese sotto la guida di Karembeu potrà contare su tre dossier fondamentali: qualità tecnica, sostenibilità economica e vocazione sociale. Se saprà bilanciare queste tre dimensioni in modo sinergico, potrà offrire una proposta convincente agli sponsor, ai partner istituzionali e ai tifosi, restando fedele al proprio dna e al contempo allargando il proprio orizzonte. Non mancheranno gli ostacoli: la pressione della classifica, l’esigenza di risultati concreti, la necessità di mantenere una base di sostenitori attiva e partecipe. Tuttavia, l’esperienza internazionale del presidente, associata a una nuova cultura di governo e a un forte impegno verso la crescita del settore giovanile, potrebbe trasformare queste sfide in opportunità concrete per ridisegnare il futuro della squadra e rafforzare la sua posizione all’interno del panorama calcistico ligure e nazionale.

La strada che la Sanremese ha scelto di percorrere è una strada di metodo: una comunità sportiva che investe nel talento locale, che costruisce una governance trasparente, che sfrutta le opportunità di una rete internazionale per crescere senza perdere di vista la propria identità. È una prospettiva ambiziosa, ma anche lucidamente realistica: un club di provincia che si propone non solo di vincere partite, ma di diventare un motore di sviluppo per le persone, per le imprese e per la città intera, capace di trasformare la passione per il calcio in valore condiviso e in una storia da raccontare per le generazioni future. Guardando al futuro, si resta in attesa di verificare quanto questa trasformazione possa tradursi in risultati concreti sul campo e nella vita quotidiana del territorio, ma una cosa è chiara: il progetto ha una direzione definita, una visione e una comunità pronta a sostenerlo.

In conclusione, il rinnovato assetto della Sanremese e l’innesto di una figura che porta con sé esperienze e contatti di livello internazionale segnano una tappa fondamentale per la società sportiva. Non è solo una questione di organigramma o di nomi: è una filosofia operativa volta a costruire un linguaggio di successo che possa tradursi in crescita sportiva, solidità economica e integrazione sociale. Se questa filosofia saprà tradursi in azioni concrete, la Sanremese potrebbe diventare un modello di riferimento per altre realtà della regione e del paese, dimostrando che la passione per il calcio può convivere con una gestione rigorosa, una visione innovativa e un impegno continuo verso la comunità.

Alla luce di tutto quanto è emerso, resta una domanda che accompagnerà il pubblico e gli addetti ai lavori nei mesi a venire: quale equilibrio tra innovazione e radicamento al territorio saprà offrire la nuova era della Sanremese, e quali giovani talenti nascosti nel vivaio locale sapranno emergere grazie a una realtà che ha deciso di investire nel lungo periodo, con pazienza, metodo e una chiara bussola etica? Il tempo dirà se le promesse verranno mantenute, ma una cosa rimane certa: la presenza di Karembeu al timone ha già fornito al club una cornice di fiducia e una bussola orientata all’eccellenza, offrendo alla comunità una prospettiva di crescita che va oltre la singola stagione sportiva e invita tutti a investire nel sogno condiviso di una Sanremese protagonista, non solo in campo, ma in tutto ciò che una comunità può realizzare quando crede in un progetto capace di cambiare le regole del gioco e di ispirare nuove routini di vita, nuove aspirazioni e nuove responsabilità.

Nel lungo percorso che il club intraprenderà, la fiducia riposta in una leadership internazionale come quella di Karembeu dovrà tradursi in una gestione concreta, misurabile e visibile, capace di raccontare una storia di crescita che sia utile a chi indosserà la maglia, a chi lavora dietro le quinte, a chi sostiene la squadra con passione e a chi vive la città con la curiosità di scoprire come uno sport possa modellare esperienze, opportunità e ricordi

La Sanremese si trova dunque davanti a una stagione di transizione che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo della sua storia. Se il nuovo modello organizzativo saprà inserirsi in modo armonico nel tessuto locale, se la valorizzazione del vivaio produrrà risultati concreti e se la comunità continuerà a dimostrare fiducia e partecipazione, la squadra avrà la possibilità di trasformare le promesse in presenze costanti sugli spalti, in risultati sportivi all’altezza delle aspettative e in un curriculum di gestione che sarà studiato come caso di successo. E in questa cornice, il primo banco di prova rimarrà l’equilibrio tra ambizione nordica e umiltà mediterranea, tra la spinta internazionale e la capacità di rimanere fedeli a ciò che la città rappresenta: una passione condivisa, una casa da difendere e un sogno da coltivare giorno per giorno, partita dopo partita, allenamento dopo allenamento, con la consapevolezza che ogni passo compiuto con coerenza può contribuire a scrivere una pagina nuova della storia della Sanremese.

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