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Intervento urgente al Stadio Capozza: Casarano sollecita il Comune

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Una stagione che avrebbe dovuto offrire opportunità e spettacolo per la comunità di Casarano rischia di essere oscurata da una questione di fondo: la piena funzionalità dello stadio Capozza, luogo simbolo di identità sportiva e sociale, dipende da interventi urgenti sul terreno di gioco in erba naturale. Il Casarano non è solo una squadra, è un tessuto di tifo, scuola calcio, attività sociali, rapporti con le imprese locali e con le famiglie che accompagnano i ragazzi agli allenamenti. In tempi di programmazione e di gare programmate, la necessità di ripristinare una superficie adeguata non è solo una questione tecnica, ma una condizione per tutelare l’incolumità degli atleti, la competitività della squadra e la fiducia della comunità nel sistema sportivo locale.

Contesto e importanza dello stadio Capozza

Lo stadio Capozza non è solo un impianto sportivo; è un punto di riferimento urbano capace di legare la città a una tradizione capace di trasformarsi in opportunità economiche e sociali tangibili. Nella provincia, avere un impianto di livello, capace di ospitare partite di livello competitivo e di accogliere programmi di formazione giovanile, è spesso un valore aggiunto per esercizi commerciali, ristoranti, alberghi e servizi della zona. Per i cittadini di Casarano, il Capozza è la cornice in cui si raccontano storie di allenamento, di folla nei giorni di gara e di incontri tra vecchi tifosi e nuove generazioni di sportivi. È anche una vetrina di cura del territorio, perché un campo in buone condizioni riflette una comunità che investe nella salute, nel benessere e nella dignità della pratica sportiva.

La gestione di uno stadio moderno implica una sinergia tra proprietà, gestione ordinaria, enti locali e stakeholder privati. Quando una componente, come il terreno di gioco in erba naturale, mostra segni di usura o di compromissione strutturale, l’intero ecosistema che sostiene squadre, allenatori e bambini rischia di vacillare. A livello sportivo, una superficie malandata influisce su tempi di passaggio, qualità del controllo palla, traiettorie di tiro e dinamiche di infortunio. A livello sociale, la gente non si limita a venire a vedere la partita: partecipa a iniziative di volontariato, a eventi sociali e a programmi educativi che prendono forma proprio nello stadio e nei suoi anxilliari. Per questo, l’urgenza di un intervento non è solo una questione tecnica, ma una necessità di mantenere vivo un tessuto sociale, una rete di relazioni che conta sui valori sportivi come motore di coesione e inclusione.

Stato attuale del terreno di gioco

Il terreno di gioco in erba naturale del Capozza presenta caratteristiche che obbligano a una valutazione urgente: drenaggio non sempre efficiente, aree con tessitura diversa che causano irregolarità di superficie e gestione idrica difficoltosa in periodi di pioggia. In alcune zone si osservano manti sottili, con potenziale perdita di elasticità, che aumentano il rischio di contratture e distorsioni agli atletici atleti. Le operation di mantenimento sembrano non bastare per riportare una superficie omogenea e stabile, soprattutto in vista di turni di allenamento multipli, partite casalinghe ravvicinate o eventi speciali che richiedono un campo impeccabile. Questi problemi hanno già cominciato a influire sulle decisioni di calendario, con rinvii occasionali o spostamenti di orario, e con la necessità di contare su alternative logistiche che hanno costi aggiuntivi per la società sportiva e per il Comune. Inoltre, il volume di turni di allenamento della scuola calcio e delle squadre giovanili è intenso; una superficie non adeguata significa una riduzione delle sessioni pratiche e un rallentamento nel percorso formativo di molti giovani sportivi, i quali spesso dipendono da giorni di allenamento regolari per progredire tecnicamente e fisicamente.

Dal punto di vista medico-sanitario, una superficie irregolare aumenta il rischio di infortuni da contatto, storte o lesioni di stimolo muscolare. Per i professionisti e i dilettanti che vivono di gare ravvicinate, una superficie performante è una condizione essenziale per testare servizi, tattiche e resistenze. Inoltre, dall’ottica della sicurezza, l’impianto richiede una revisione delle impermeabilizzazioni di bordo campo, della gestione dei bordi di campo e delle zone di ricopertura. Una superficie sana è anche la base per una programmazione di ritiro invernale e di rientro al gioco, un aspetto che, se gestito correttamente, riduce i tempi di inattività e migliora l’efficacia della preparazione pre-partita. Tutti questi elementi, se non monitorati e risolti, finiscono per generare un effetto domino che colpisce non solo la squadra ma l’intera comunità sportiva.

La sollecitazione del Casarano al Comune

Il Casarano ha lanciato un chiaro appello al Comune, evidenziando che senza un intervento tempestivo la funzionalità dello stadio Capozza rischia di essere compromessa nel breve periodo. La richiesta si concentra su una diagnosi approfondita del terreno, seguita dall’immediata messa in sicurezza e dalla definizione di un piano di lavoro pluriennale per riportare la superficie a standard idonei alla pratica sportiva di alto livello. L’idea è di creare un processo trasparente che coinvolga non solo gli uffici tecnici ma anche l’ente sportivo, i responsabili della manutenzione e le società Amministrate, in modo da definire tappe chiare, responsabilità condivise e tempistiche realistiche. Il timore è che una mancata azione possa portare a rinvii di partite, a una congestione del calendario e a una perdita di opportunità sportive per la comunità, con conseguenze negative sull’appeal per sponsor, media locali e turisti sportivi che spesso cercano in Casarano una destinazione di riferimento per eventi e gare.

Nel corso delle ultime settimane, il club ha insistito sull’urgenza di un intervento che preveda una mappa di interventi a breve, medio e lungo termine. Tra le priorità, la valutazione di una rinnovatаzione del sistema di drenaggio e di irrigazione, l’identificazione di eventuali aree di perdita di sostanza vegetale e la definizione di un piano di rigenerazione del tappeto erboso che consenta di ripristinare la uniformità superficiale. È chiaro che l’obiettivo non è soltanto quello di

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