La notizia che ha dominato le settimane recenti nel calcio ligure è ormai diventata realtà consolidata: il Vado ha sciolto definitivamente il nodo legato allo stadio per la prossima stagione di Serie C, decidendo che le sue gare interne verranno disputate al Sivori di Sestri Levante. Dopo settimane di incertezza, di annunci parziali e di ricostruzioni speculative, una scelta pragmatica e funzionale si è trasformata in un tassello importante per la programmazione sportiva, economica e sociale di una squadra storica della regione. L’accordo non riguarda solo una questione di dove si gioca: rappresenta una riflessione profonda su come una città e la sua squadra possano convivere, collaborare e trarne beneficio reciproco anche in tempi di sfide organizzative, normative e finanziarie sempre più complesse.
Contesto e motivazioni: perché è arrivata una decisione così rilevante
Entrare nel mondo delle categorie professionistiche richiede una logistica e una pianificazione molto diverse rispetto al passato. Per il Vado, come per molte società di livello simile, l’area tecnica e quella amministrativa hanno dovuto confrontarsi con nuove norme, con la necessità di garantire standard di sicurezza adeguati, spese di gestione del campo, strutture per il pubblico e accessi regolamentati che potessero assicurare un’adeguata esperienza sia per i tifosi sia per gli sponsor. L’Italia del calcio di vertice e di medio livello ha imparato a reinterpretare il modello di gestione degli impianti e dei contesti urbani che li ospitano, e questa trattativa tra Vado e Sestri Levante rientra in questa tendenza; è stata accompagnata da una serie di valutazioni che vanno oltre il semplice







