La presentazione di Ivano Vacondio come nuovo direttore generale della Reggiana ha aperto una pagina nuova e ambiziosa della storia recente del club emiliano. In una conferenza stampa congiunta, a margine della quale si sono alternati il direttore sportivo Marco Bernardi e il responsabile dell’area tecnica Doriano Tosi, la società ha tracciato una rotta concreta volta a superare ostacoli strutturali, a rafforzare le basi organizzative e a guardare con maggiore fiducia al domani. Non si trattava di una semplice nomina; era la dichiarazione pubblica di una volontà di cambiamento, accompagnata da una valutazione lucida delle sfide che la Reggiana deve affrontare in un contesto competitivo sempre più esigente. Vacondio ha accettato l’impegno con un senso di responsabilità, riconoscendo che il ruolo di direttore generale richiede ascolto, metodo e una visione capace di coniugare sport e gestione dentro una cornice di trasparenza e coerenza.
Un nuovo capitolo ai vertici della Reggiana
La scelta di affidare l’incarico a Vacondio è stata spiegata come parte di un progetto più ampio, in cui la direzione sportiva non può essere separata da una gestione orientata ai numeri, alle risorse e al capitale umano. La Reggiana ha subito in passato oscillazioni tra necessità sportive immediate e vincoli organizzativi che ne hanno rallentato il percorso di crescita. L’arrivo di un dirigente con un profilo orientato all’analisi, alla programmazione e al controllo dei processi viene percepito come una risposta alle richieste di stabilità e di qualificazione del modello di gestione. Vacondio arriva con l’obiettivo esplicito di mettere ordine, definire responsabilità chiare, creare strumenti di monitoraggio e rafforzare la comunicazione interna ed esterna. È una promessa di efficienza, ma anche una promessa di investimenti mirati, dove le risorse sono destinate a progetti concreti e a risultati misurabili nel breve e nel medio termine.
Il profilo del nuovo direttore generale
Vacondio arriva con una maturità professionale che spazia tra la gestione di alto livello, la capacità di interpretare i dati e la sensibilità per le dinamiche di un club che ha radici profonde nel territorio. La sua esperienza, presentata durante la conferenza, è stata declinata in tre parole chiave: responsabilità, metodo, collaborazione. Responsabilità perché ogni decisione ha un impatto sul presente e sul futuro della squadra, del settore giovanile, delle infrastrutture e della rete di partner che sostiene il club. Metodo perché l’era della improvvisazione è finita: la Reggiana ha bisogno di processi chiari, di indicatori di performance e di una pianificazione annuale che guidi investimenti, spese correnti e programmi di sviluppo. Collaborazione perché una realtà sportiva complessa funziona solo quando la catena decisionale è alimentata dall’apporto di figure diverse: staff tecnico, settore giovanile, marketing, finanza e, naturalmente, la proprietà e i tifosi.
Al di là delle parole d’ordine, Vacondio ha mostrato di voler partire da una ricognizione accurata della situazione: analisi dei bilanci, verifica delle infrastrutture, revisione dei contratti con fornitori e sponsor, e un dialogo aperto con i vari stakeholder. L’obiettivo dichiarato è una gestione sostenibile, capace di liberare risorse per la crescita sportiva senza comprimere la stabilità economica. In questa cornice, la figura del dg non è solo il responsabile operativo: diventa il trait d’union tra la dimensione tecnica, quella economica e quella sociala della Reggiana, con una particolare attenzione al rapporto con i tifosi e con la comunità locale, che resta uno degli elementi più preziosi per la crescita del club.
Le parole del club: Bernardi e Tosi
Marco Bernardi, direttore sportivo, ha sottolineato che la nomina di Vacondio non è una singola mossa, ma l’inizio di un percorso dove l’organizzazione, la disciplina e la chiarezza delle responsabilità saranno messe al centro. Secondo Bernardi, è essenziale costruire una squadra non solo sul campo ma anche dentro la struttura, con una catena decisionale che sappia essere rapida quando serve e accurata nella fase di valutazione. Doriano Tosi, responsabile dell’area tecnica, ha evidenziato l’importanza di avere una leadership capace di integrare le esigenze sportive con un modello di governance solido:







