Il 2018 è stato un anno cruciale per il mondo del calcio, segnando una netta distinzione tra tattiche e filosofie di gioco. Da un lato, la predominanza del “press and possess”, ovvero la pressione alta unita al possesso palla, ha rappresentato la scelta preferita di molte squadre di élite in Europa. Dall’altro, squadre come la Francia, vincitrice della Coppa del Mondo, e il Real Madrid, trionfatore in Champions League, hanno dimostrato che talvolta il successo arriva giocando a modo proprio, sfidando gli schemi convenzionali e puntando su strategie di gioco diverse e più pragmatiche.
Il Dilagare del “Press and Possess” nel Calcio Moderno
Osservando il panorama calcistico europeo attorno al 2018, diventa evidente come il “press and possess” fosse la strategia dominante. Squadre di primo piano come Manchester City, Liverpool, Tottenham e Chelsea in Inghilterra, Barcelona in Spagna, Bayern Monaco e Borussia Dortmund in Germania, oltre a Juventus e Napoli in Italia e persino il Paris Saint-Germain, adottavano un approccio basato su un elevato possesso palla e una pressione incessante per riconquistare il pallone rapidamente.
Questi modelli si rifacevano in gran parte ai principi del calcio totale e delle filosofie sviluppate da allenatori come Pep Guardiola e Jurgen Klopp, puntando su un gioco corale, rapido, verticale e con continui movimenti offensivi. In questo scenario di dominio tattico, persino squadre ormai blasonate come Arsenal cercavano di adattarsi per non restare indietro.
Dove Fallisce il Possesso: l’Esempio di Manchester United
Un caso emblematico è stato quello del Manchester United di José Mourinho, che proprio nel 2018 ha attraversato una crisi di risultati non riuscendo a trovare continuità con le idee tradizionali che lo contraddistinguevano. Il portoghese, noto per un approccio pragmatico e spesso difensivo, è sembrato sempre più fuori tempo rispetto alla nuova ondata di allenatori pro-possesso. Il suo esonero a metà stagione ha rappresentato simbolicamente il cambiamento generazionale e tattico in corso.
La Francia di Deschamps: Pragmatismo e Talento al Servizio della Vittoria Mondiale
Nonostante la generale predominanza delle squadre che puntano sul possesso, la Francia di Didier Deschamps ha saputo vincere la Coppa del Mondo FIFA 2018 giocando un calcio efficace, con solidità difensiva, gestione intelligente del ritmo e grandissima qualità negli spazi giusti. Non si è trattato di un calcio noioso, ma di una strategia calibrata sulle caratteristiche del gruppo, dove il pressing ad alta intensità non era continuo ma misurato, e la capacità di ripartenza e di sfruttare giocatori come Kylian Mbappé ha fatto la differenza.
Inoltre, la struttura tattica prevedeva tanto equilibrio tra i reparti, con un grande lavoro di interdizione affidato a giocatori come N’Golo Kanté e un’attenta organizzazione difensiva guidata da Raphael Varane, fulcro imprescindibile della retroguardia francese. Il successo della Francia ha quindi sottolineato come nel calcio moderno non esista una sola via da seguire per raggiungere il trionfo mondiale.
Deschamps e la Lezione del 1998
Curiosamente, Didier Deschamps era già stato protagonista come giocatore della nazionale francese campione del mondo nel 1998, unendo esperienza personale e capacità manageriali. Questo vissuto ha contribuito a plasmare una squadra pragmatica che però sapeva essere imprevedibile, capace di adattarsi alle varie situazioni di gioco e di dosare intensità e pazienza in campo. Quest’approccio dimostra come il successo possa arrivare attraverso la coesione di gruppo e la gestione tattica ponderata, piuttosto che inseguendo esclusivamente modelli di gioco all’avanguardia.
Real Madrid e l’Antitesi del Calcio Dominante
Prima della vittoria francese nel Mondiale, il Real Madrid aveva conquistato la Champions League nello stesso anno con uno stile molto personale e lontano dalle mode tattiche del momento. I blancos, guidati dall’allora allenatore Zinedine Zidane, hanno preferito valorizzare la qualità individuale e la capacità di sfruttare al meglio le occasioni create, piuttosto che concentrarsi su un possesso palla ossessivo o un pressing asfissiante.
Questa squadra si è distinta per una straordinaria efficacia nelle ripartenze e nelle situazioni di palla inattiva, con giocatori quali Cristiano Ronaldo capaci di fare la differenza con giocate fuori dal comune. La solidità e la compattezza difensiva unite alle abilità in attacco hanno rappresentato quindi gli ingredienti chiave del loro successo continentale.
Varane: Un Pilastro Comune tra le Due Squadre
Un aspetto interessante emerso dal confronto tra Francia e Real Madrid del 2018 riguarda la presenza del difensore Raphael Varane, il quale ha giocato un ruolo fondamentale in entrambe le vittorie. Varane si evidenzia non solo per la sua abilità tecnica e la rapidità di lettura della partita, ma anche per il senso tattico, la calma e il comportamento esemplare che trasmette alla linea difensiva.
Il suo contributo crea un collegamento ideale tra la solidità richiesta da Deschamps e la modalità di gioco più fluida e meno convenzionale scelta da Zidane, dimostrando come un singolo giocatore possa diventare elemento chiave e simbolo di un certo tipo di calcio vincente.
Oltre il Trend: La Versatilità nel Calcio Contemporaneo
L’anno 2018 ha così portato un messaggio chiaro agli addetti ai lavori: non esiste un solo modello valido per dominare il calcio mondiale. Se da una parte abbiamo la riprova della centralità di una strategia di possesso e pressing, dall’altra sono emerse squadre capaci di adattarsi alle proprie istanze, sfruttando punti di forza specifici e valorizzando il talento individuale in un contesto di squadra.
Inoltre, la partita tra tattiche e strategie richiama l’importanza di avere uno staff tecnico che sappia leggere il momento e modellare la squadra su parametri concreti, senza inseguire mode passeggere, ma puntando a costruire un progetto coerente e vincente nel lungo termine.
Imparare dai Campioni: L’Esempio di Consapevolezza Tattica
Francia e Real Madrid hanno dimostrato che la vittoria deriva anche da una profonda consapevolezza tattica e da una gestione oculata delle risorse. Non è importante solo il come si gioca, ma il perché e il quando applicare certe scelte. Le squadre più vincenti riescono a modulare il proprio gioco in base all’avversario e al contesto, mantenendo sempre un equilibrio tra creatività e disciplina.
Questo paradigma rappresenta un invito per allenatori e dirigenti di ogni livello a non fossilizzarsi su modelli unici, ma bensì a coltivare una cultura calcistica versatile, dinamica e soprattutto aperta alle evoluzioni del gioco.
In definitiva, il calcio del 2018 racconta una storia di diversità tattica e di successo che non si misura necessariamente con la schiacciante dominanza del possesso palla o del pressing. Piuttosto, celebra la capacità di costruire squadre che sanno imporsi grazie a una saggezza tattica superiore, a un gioco calibrato e a interpreti capaci di incarnare l’essenza del proprio sistema. Un messaggio che perdura ben oltre l’anno specifico, segnando un percorso di crescita e di evoluzione per tutto il calcio moderno.

